domenica, maggio 11, 2008

Risparmiare davvero? Comprando online

Uno dei motivi che mi ha spinto a creare questo blog è quello di aiutare la gente a risparmiare denaro nella gestione di alcune spese quotidiane, comprendendo i tanti costi nascosti che si annidano nelle "pieghe" di molti servizi finanziari, dal conto corrente, al finanziamento per l'acquisto dell'auto, dal mutuo per la casa al semplice investimento dei propri soldi.

Risparmiare soldi o guadagnarne su questo tipo di attività ha una serie di risvolti positivi:
  1. Consente di avere più soldi da destinare alla propria vita, ai propri affetti o anche solo al proprio divertimento
  2. Aiuta la concorrenza tra gli operatori e quindi aiuta ad avere nel paese migliori servizi a costi più bassi per tutti anche per coloro che sono un po' più pigri.
  3. Rende più consapevoli dei piccoli e grandi rischi connessi con quel mondo vasto e misterioso che è la finanza.
In quest'ottica uno dei migliori strumenti oggi disponibili per risparmiare è l'utilizzo di internet per i propri acquisti, non solo di strumenti finanziari (spesso le commissioni offerte dagli operatori online come IWBank sono molto più basse di quelle offerte dalle banche tradizionali), ma anche viaggi aerei come quelli offerti dalle varie lowcost Ryanair o EasyJet (state attenti agli oneri nascosti però come bagagli o oneri sul pagamento con carta di credito) su tutte oppure RAM e prodotti informatici per il vostro computer come quelli offerti da Buydifferent.

Internet può offrire un risparmio in denaro che può arrivare anche oltre il 20% rispetto ai canali tradizionali, cui si somma il risparmio di tempo rispetto ai canali tradizionali con i loro orari canonici ed inflessibili. Naturalmente oggi non tutto è acquistabile online almeno con questo risparmio, ma un maggiore utilizzo del commercio elettronico è un'altra buona ricetta per ritrovarsi a fine mese con più soldi disponibili.

Un ultimo consiglio molto importante, preferite siti Italiani laddove possibile. Offrono assistenza in lingua italiana, creano posti di lavoro in Italia, pagano le tasse in Italia inclusa l'IVA, quindi massimizzano il beneficio per l'economia italiana derivante dalla vostra spesa.

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sabato, gennaio 06, 2007

Tasso fisso e variabile

Periodicamente si accende la discussione tra i sostenitori del tasso fisso e quelli del tasso variabile, quando si tratta di fare una scelta circa la modalità corretta di finanziarsi.

I fautori del tasso variabile, puntano molto sull'importo delle rate che, ovviamente, hanno un valore teorico più basso di quelle proposte dal tasso fisso.
I fautori del tasso fisso segnalano la "sicurezza" che questo tipo di scelta offre consentendo di pianificare meglio le proprie spese senza inattese sorprese a causa dell'innalzamento dei tassi.

In queste settimane stiamo assistendo a decine di articoli sull'aumento delle rate dei mutui, come se questo fosse un evento imprevedibile.
Purtroppo, guardando la curva dei tassi di interesse a medio termine, si sapeva che, nel corso del 2005-2006 il costo del denaro sarebbe salito e, con esso, tutto ciò che vi era legato, mutui inclusi.

Certo molti si attendevano aumenti più "limitati" un percorso di risalita più "dolce" anziché quello repentino scelto dalla BCE, tuttavia il dato era atteso.
Chi ha beneficiato di prime rate più "leggere" grazie a tassi di interesse più vantaggiosi, oggi si trova a pagare di più e, se non aveva ben considerato questa eventualità, può trovarsi in difficoltà.

Cosa fare?

In una fase di rialzo dei tassi di interesse, come quella attuale, è difficile dare dei consigli. Perché, ad esempio, un mutuo a tasso fisso, sottoscritto oggi avrebbe un tasso ancora più alto di quello che già oggi viene pagato con un indebitamento variabile.

Meglio lasciare tutto come si trova?

Ci sono molte possibilità e dipendono, tra le altre cose, anche dalla vostra disponibilità al risparmio e dalla durata residua del mutuo.

Ma di questo ne parlerò un'altra volta.

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venerdì, ottobre 06, 2006

Promozioni: verità e Marketing.

Riprendiamo, dopo una lunga pausa, la nostra serie di articoli per capire meglio l'economia.
Oggi proveremo a guardare dietro un'altra delle promozioni più utilizzate dalla grande distribuzione: la restituzione del denaro.

Molto famosa, a tal proposito, è stata la campagna di Mediaworld incentrata su un concetto chiave, se l'Italia avesse vinto i Mondiali, avrebbero rimborsato il prezzo pagato.
E' stata una catastrofe economica per loro?
No, vediamo perché sotto moltissimi aspetti.

1) Non si tratta di un "rimborso", ma di un buono spesa. La differenza è sostanziale. Un buono spesa è qualcosa che voi dovrete spendere, necessariamente, presso lo stesso punto vendita che ve lo ha rilasciato. Ora, questo semplicissimo accorgimento, riduce l'impatto economico della promozione al fornitore.
Il motivo è presto detto.
Immaginiamo di spendere 1000 € acquistando un televisore (ma come vedremo questo schema vale per tutti i prodotti), il fornitore avrà guadagnato, poniamo 200 € sulla nostra spesa. Al verificarsi di una certa condizione, noi veniamo rimborsati con un buono del valore di 1000 € che provvediamo a spendere immediatamente.
La merce che acquistiamo è stata acquistata dal nostro fornitore x 800 €; pertanto sottrattendo i 200 € già guadagnati sulla prima vendita, si ha che il "danno" potenziale è di soli 600 €.
Non pochi, ma certo già lontani dai 1000 € iniziali.

E veniamo al secondo aspetto:
2) E' dimostrato che un cliente che entra in un dato negozio non acquista solo il prodotto promozionato, ma una serie di prodotti che lo affiancano. Questi prodotti non sono soggetti a promozione, pertanto su questi il guadagno dell'azienda sarà certo e misurabile. In più la stessa cosa potrà avvenire quando si tratterà di spendere il buono, l'eventuale spesa eccedente, andrà a ristorare il fornitore della perdita di cui sopra.
In più la possibilità, anche solo potenziale, di poter avere un prodotto gratis, spinge la gente a consumare più di quanto avrebbero fatto senza questa possibilità, con ciò aumentando il ricavo potenziale del fornitore.

3) Costi promozionali. Una grande realtà della GDO deve investire in promozione una parte cospicua del proprio fatturato per fidelizzare i clienti. Parte di questi costi possono essere girati dalla voce pubblicità perché questo tipo di promozioni hanno un discreto effetto nel breve periodo, rendendo meno necessaria la pubblicità per portare i clienti a visitare nuovamente il punto vendita.

4) Assicurazione. Nessuna azienda, sana, rischia perdite cospicue senza aver stipulato un'adeguata assicurazione. Il rischio in questo caso è trasferito dall'azienda all'assicuratore che, evidentemente, ragiona con logiche diverse che qui sarebbe troppo lungo spiegare.

5) Multinazionali. Alcune promozioni possono essere replicate in più paesi, con ciò aumentando la platea dei potenziali concorrenti, senza per questa aumentare proporzionalmente il rischio. Nel caso in esame, ad esempio, l'aver esteso la promozione ad una serie di paesi europe partecipanti al mondiale, ha di fatto ridotto di molto il rischio visto che una sola nazione poteva fregiarsi del trofeo, mentre le altre sarebbero comunque uscite sconfitte.

6) Aspetti finanziari. Ci sono anche questi, in molti casi i rimborsi non vengono riscossi e questo evita una "perdita", in più i soldi incassati sono disponibili immediatamente generando un introito finanziario che, benché ridotto, contribuisce a ridurre ancora la famosa ed oramai smascherata "perdita".

Spero che questa piccola scheda vi abbia aiutato a "decifrare" una promozione ed a sentirvi un po' meno furbi. La conoscenza è l'arma più potente di cui disponiamo, è importante usarla.

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giovedì, agosto 03, 2006

Attualizzazione; un termine difficile ed importante

Raramente si sente utilizzare questo termine: ATTUALIZZAZIONE, tuttavia ogni volta che valutiamo un investimento, dovremmo utilizzare questo processo per poterlo paragonare alle alternative ed anche per poterlo valutare "asetticamente".

Cosa si intende per attualizzazione?

Si intende riportare ad una certa data tutti le entrate e le uscite di un dato investimento, così da eliminare il diverso valore che, nel tempo assume il denaro.
Ricordate il principio, un EURO oggi vale più di un EURO DOMANI?
Bene l'attualizzazione risolve questo problema, rendendo tutti i valori ATTUALI, cioè alla data odierna (o eventualmente, ad un'altra data a nostro piacere).

Un esempio contribuisce a chiarire l'importanza dell'attualizzazione.
Prendiamo due investimenti.
In un caso investo 1000 € e ne ricevo 1100 dopo un anno
In un secondo caso investo 1000 € e ne ricevo 1100 dopo 2 anni.

Ipotizziamo che il tasso di inflazione sia il3% e chiamiamo questo tasso il tasso di attualizzazione.
In formula sarà:
VA= C /(1+i)^n

Dove VA = Valore attuale, cioè valore ad oggi di un dato capitale futuro
C = Somma futura nel nostro esempio 1100
i = tasso di attualizzazione, nel nostro esempio il 3%.
n= numero di anni da attualizzare (nel primo esempio 1 nel secondo 2)

Applicando questa formula abbiamo, nel primo caso:
VA = 1100 / (1,03)
Nel secondo
VA = 1100 /(1,03)^2 (^2 sta per 1,03 alla seconda o al quadrato)

Il risultato di queste due operazioni è:
1067 nel primo caso
1037 nel secondo caso.

Grazie all'attualizzazione abbiamo visto che la prima operazione è più conveniente della seconda, ma entrambe danno un risultato positivo ovvero il valore attuale di entrambi gli investimenti è positivo.

Chiaramente questo esempio è volutamente semplice. Nella realtà, a complicare i calcoli, intervengono vari fattori:
1) I tassi di attualizzazione spesso non sono facilmente conoscibili. Un errore nella scelta del tasso di attualizzazione può comportare un errore di valutazione di un progetto.
2) L'andamento dei tassi non è, generalmente, costante nel tempo, occorre quindi utilizzare vari tassi per periodi diversi. Questo complicherà un po' la formula, ma ci torneremo più avanti.
3) Il Valore attuale, ottenuto da questo processo, è comunque frutto di una stima e non va mai considerato LA VERITA' ASSOLUTA.

Per oggi basta così, altrimenti ci scoraggiamo.

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martedì, agosto 01, 2006

Il rischio: questo sconosciuto

Un altro elemento centrale nel mondo della finanza è il rischio.
Se ne sente parlare spesso, in molte sedi, contribuendo a confondere un concetto in apparenza abbastanza semplice.
Il concetto base di tutto è questo:
Ad un rischio più elevato DEVE corrispondere un rendimento potenziale più elevato.

Comprendere questo concetto di per sé è abbastanza semplice, se presto soldi ad una persona che me li ridarà con elevatissima probabilità (Unione Europea, Stati nazionali) allora il tasso che richiederò sarà molto basso, viceversa se presto ad aziende già indebitate questo potrà crescere e molto.

Ma allora per guadagnare basta comprare titoli con alti "rendimenti"?
No, perché ad alti rendimenti corrispondono sempre rischi più alti.

Un esempio chiarirà meglio questo concetto.
Prendiamo due titoli, un titolo del debito italiano ed uno del "famigerato" debito argentino.

Vedremo che mentre il primo "rende" il 3%, il secondo può arrivare oggi a rendere il 18-20%.

Come è possibile questa differenza di rendimento? E' tutta nel "rischio" insolvenza o "default" che hanno i titoli argentini rispetto ai titoli italiani.

In concreto il rischio che lo Stato Argentino non ripaghi il suo debito (cosa già fatta in passato) è considerato molto più alto del rischio che lo stato italiano faccia la stessa cosa.
Pertanto chi si avventurerà nell'acquisto di un titolo di stato argentino deve sapere che sta sì "acquistando" un rendimento del 18%, ma altresì accettando anche un rischio di perdita parziale o totale del capitale investito.

Un rendimento "senza rischi" di molto superiore a quello offerto da titoli di stato per periodi paragonabile è impossibile. Guardatevi da tutti coloro che ve lo propongono c'è sempre una "fregatura" in qualche clausola.

Se avete dei dubbi su un prodotto finanziario che vi propongono, scrivetemi, ne discuteremo insieme.

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venerdì, luglio 28, 2006

Il tempo e l'economia

Il vero padrone dell'economia

Nessuno lo dice mai, ma il vero padrone dell'economia è il tempo. Nessuna variabile, più del tempo, comanda e guida l'economia.
Gli investimenti guardano al futuro, il lungo o breve termine, le trimestrali delle aziende, i bilanci annuali, tutto è scandito dallo scorrere del tempo.

Ma rimanendo a temi più vicini a noi, ciò che interessa del tempo è il fatto che, dal punto di vista economico, il suo scorrere non è ininfluente. Moltissime teorie sono incentrare sul tempo, sul concetto di durata.

Perché è importante capire il valore del tempo? Perché se si comprende il valore del tempo, si comprenderanno meglio tutti i meccanismi, più o meno complessi del mondo della finanza.

Il tempo, in economia, è convenzionalmente, misurato in gg., le ore ed i minuti non sono misure molto importanti. Ovviamente vengono usati anche i multipli dei gg. i mesi, e gli anni che sono le misure più adoperate, però la base è sempre il giorno.

Tanti anni diversi.

Si sente spesso parlare di mese ed anno commerciale. Come tutti sanno il nostro anno è composto da 365 gg. per 3 anni e 366 per 1 anno; ma c'è di più i mesi non hanno durate uguali.
Si è perciò ritenuto utile, in moltissime transazioni, adottare un anno convenzionale composto da 360gg. e con mesi, tutti uguali, composti da 30gg. ciascuno.
Ovviamente, siccome in economia nessuno regala niente, vengono attuati i correttivi per far sì che ci sia EQUIVALENZA FINANZIARIA, nelle operazioni sia che esse siano calcolate con il calendario convenzionale, che con quello commerciale.

Il concetto di equivalenza finanziaria ci sarà utile successivamente e lo spiegherò più in dettaglio.
Per ora possiamo dire che c'è equivalenza finanziaria tra due grandezze, quando il risultato ottenuto, da due operazioni finanziarie diverse è uguale.

Tornando al discorso dell'anno commerciale questo ci sarà utile quando analizzeremo il concetto di interesse e di tasso di interesse, nonché il calcolo del tasso di interesse giornaliero, istantaneo, mensile ed annuale.

Diamo il corretto valore al tempo

Tutto questo discorso dovrebbe aver reso giustizia ad un concetto, il tempo non è una cosa da ignorare o sottovalutare.
Il tempo è importante anche per un'altra variabile che viene considerata nelle valutazioni economico-finanziarie, l'incertezza del futuro, o meglio l'incertezza circa l'andamento del futuro.
Di una cosa siamo certi, il futuro arriverà. Tuttavia, il fatto che una cosa sia certa nel suo avvenire, non è detto che la renda certa anche nel suo divenire.
In termini più chiari, noi sappiamo che tra un anno sarà il 2007, ma non siamo in grado di prevedere (se lo fossimo saremmo ricchi) cosa sarà dell'economia da qui al 2007. Certo il mercato, ovvero l'insieme degli operatori, fa delle previsioni, tuttavia non è detto che queste previsioni si avvereranno.

Quindi occorre considerare il tempo sotto due dimensioni: una quella strettamente temporale ed un'altra quella legata all'incertezza. Ovviamente il diverso peso da associare alle due dimensioni è influenzato da tanti fattori che studieremo insieme (rischiosità del mercato-prodotto, rischiosità dell'investimento, rischiosità dell'emittente). Normalmente dato uno stesso investimento, più allontaniamo la sua scadenza più aumenta, seppure di poco, la sua richiosità.

Da tutto questo lungo discorso penso si sia cominciato a capire perché è tanto importante il tempo. Molto altro resta da dire, ma avremo modo di parlarne successivamente. Per ora vi lascio con un altro termine fondamentale per l'economia su cui riflettere: IL RISCHIO.

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giovedì, luglio 27, 2006

L'interesse, questo sconosciuto

Un elemento centrale per la comprensione dell'economia aziendale e della finanza, ma anche per la nostra vita quotidiana, è l'interesse.

Possiamo vedere l'interesse come la contropartita, il corrispettivo che una persona o un'azienda corrisponde ad un altro soggetto per poter usufruire di una certa somma di denaro.

Quando eravamo alle elementari, ci hanno spiegato che l'interesse si calcolava in questo modo: rapportando la differenza tra la somma pagata e la somma ricevuta, alla somma ricevuta.

Un esempio chiarirà questo punto.
Riceviamo 1000 €, ne ripaghiamo 1100.
La differenza è 100 €.
L'interesse è il 10% ovvero 100 /1000.

Tutto bene?
Sì, fin quando eravamo alle scuole elementari e non nella vita vera. Nella vita reale c'è un'altra importantissima variabile che complica tutta la questione, il tempo.
Infatti, intuitivamente, non è la stessa cosa se, presi i valori dell'ultimo esempio, una persona restituisce i 1100 € dopo 1 mese ed un'altra dopo 2 anni.

Ma come è possibile, se l'interesse è comunque il 10%?

È qui che entra in gioco il fattore tempo, senza di questo non è possibile comprendere il concetto di tasso d'interesse e si cade vittime, facilmente, degli imbonitori e dei venditori di finanziamenti e strumenti finanziari inutili senza scrupoli.

Ricordando la massima che abbiamo enunciato ovvero: un euro oggi vale più di un euro domani, occorrerà complicare un po' le formule che ci hanno insegnato alle elementari per ottenere il dato vero, ovvero il tasso d'interesse, il corrispettivo cioé che paghiamo quando prendiamo dei soldi in prestito, indipendentemente da chi ce li fornisce.

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Rudimenti di matematica finanziaria

Una materia molto utile per capire la finanza ed i piccoli grandi trucchi ad essa connessi è la matematica finanziaria.
Questa materia , semplificandola al massimo, studia le formule matematiche che consentono di predisporre una serie infinita di strumenti finanziari.
Pensiamo, semplicisticamente, ai mutui ed alle varie forme di rimborso, rate costanti, rate crescenti, capitale fisso ed interesse variabile e molto altro, sono tutte "variazioni" sul tema di cui si occupa la matematica finanziaria.

Poiché non tutti hanno la fortuna o l'incubo di doverla studiare, in questa sede cercherò di spiegare nel modo più semplice, ma corretto, i principi alla base della matematica finanziaria ed alcuni concetti importantissimi e troppo spesso poco conosciuti.

Per oggi vorrei solo lasciarvi con quella che potrei definire la regola base della finanza: UN EURO OGGI VALE PIU' DI UN EURO DOMANI.

Leggete con attenzione questa frase e rifletteteci attentamente.... se non ne siete pienamente convinti, nelle prossime settimane vi spiegherò perché deve essere necessariamente così per un corretto funzionamento dell'economia.

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mercoledì, luglio 26, 2006

L'economia per tutti

L'economia è una materia complessa soprattutto perché, coloro che ne sanno di più, fanno di tutto per renderla incomprensibile a chi non è abituato a questi argomenti.

Tuttavia, moltissimi meccanismi economici, spogliati degli orpelli inutili, sono comprensibili da tutti e possono aiutare a capire i molti fenomeni che vediamo ogni giorno.

Perché una data azione si rivaluta nel tempo, perché certi finanziamenti sono meglio di altri, perché un debito a volte può essere importante, mentre in altri momenti è da evitare.

E poi le domande che tutti si fanno, ogni giorno.
Dove posso investire?
Come?
Quanto?

Devo acquistare un'auto, una casa, finanziare un'impresa, cosa è meglio fare?

Per dare risposta a tutto questo, in modo semplice e comprensibile, ma mai superficiale nasce questo blog.

In attesa di commenti e richieste, benvenuti nel vostro nuovo spazio

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